giovedì 29 ottobre 2015

#RIALZATIBENEVENTO - Rh Negativo





Ascoltatelo, condividetelo, ma sopratutto ACQUISTATELO su tutti gli Store Musicali on line...tutto il ricavato andrà a favore tramite la Caritas Diocesana di Benevento della popolazione alluvionate del Sannio
https://rhnegativo.bandcamp.com/track/rialzatibenevento
Forza amici ne vale la pena, potremo aiutare chi ne ha bisogno 

sabato 21 marzo 2015

Equinozio di Primavera


Equinozio di Primavera
 Il sole che adombra la luce  soffusa e innamorata di quella conchiglia magica e ruffiana che chiamiamo luna , fanno da sfondo allo sbocciare della natura.  I primi bacceli di un  legume  dolce e delicato a dare inizio alla primavera, la stagione del tepore, dei colori e dei profumi. Ed è cosi che anche loro vanno messi nel piatto, esattamente come il ruffiano riflesso di sorella luna ,per assaggiare appieno  il sapore della dolce stagione

500g di Mezzani ( pasta corta tipica del Sud Italia)
1 kg di fave fresche
200 g di pisellini
I baccelli di una decina di  fave
100 g di pancetta a dadini
4 carciofi
4 spicchi di aglio
1 cipolla
1 ciuffetto di prezzemolo
1 generoso mazzetto di mentuccia e pulieio
Olio evo
Sale
Pepe
1 l d brodo vegetale fatto con 1,5 l di acqua , 1 costa di sedano, 1 grossa carota , e cipolla , semi di finocchietto e un poco di anice stellato

Iniziare sbucciando i baccelli di fava  eliminando dai semi il “nasino “ossia il peduncolo triangolare che lo tiene fermo interamente nel baccello. Mettere da parte semi e una decina di baccelli ben lavati. Mettere in una padella un paio di cucchiai i olio evo e la pancetta e farla rosolare, quindi aggiungere i baccelli tagliati in picole parti nel senso obliquo , metà del  prezzemolo tritato e i semi delle fave;  salare pepare e portare a cottura con uno o due mestoli di caldo brodo vegetale. Pulire i carciofi eliminando la parte esterna del gambo e tutte le foglie dure e tagliarle a spicchi non troppo grossi. Tritare due spicchi di aglio con la mentuccia ( lasciandone un poco per terminare il piatto)  e il pulieio e farlo rosolare in padella con dell’olio evo, aggiungere e rosolare anche gli spicchi di carciofi e portare a cottura con altro brodo vegetale usato anche per le fave. In una grossa padella far rosolare la cipolla on uno specchio di olio evo e versarci i pisellini, salare pepare e con il resto dle trito di prezzemolo portarli a cottura. Tritare l’ultimo spicchio di aglio con la mentuccia rimasta . In una pentola con abbondante acqua salata cuocere la pasta al dente. Unire le tre preparazioni nella padella pi capiente e saltarci i mezzani amalgamando bene con il condimento e con un filio di olio crudo. Impiattare e spolverare con il trito fresco di aglio e mentuccia e perchè no ,con una generosa spolverata di pecorino e in abbinamento un buon bicchiere di Fiano di Avellino 2007 docg Rocca del Principe








domenica 22 febbraio 2015

Torta “Tomo Antico”

Torta “Tomo Antico”
festa di Laurea di Giuseppe Palermo

Una opera....senza parole




2 pan di spagna, ognuno  fatto con questa dose:

6 uova
300 g di zucchero
300 g di farina

Per la farcia 
1,200 g di ricotta mista tra vaccino e pecora
300 g di canditi misti
200 g di gocce di cioccolato
500 g di zucchero a velo
1 bicchierino di liquore Strega
Un cucchiaio di concentrato di  vaniglia “ Villa Vainilla”

Per la bagna
1 l di acqua
500 g di zucchero
La buccia di un limone
2 bicchierini di Liquore Strega

Per la decorazione
500 ml di panna da montare
2 ostie  bianche 40 x40
4 ostie bianche  20x30
2 ostie decorate con dicitura
Colorante alimentare oro
Colorante alimentare rosso
Colorante alimentare verde
Polvere di cacao
Preparazione pan di spagna:
Montare le uova intere con lo zucchero fino ad una massa spumosa e densa dal colore biancastro, setacciare in esso la farina e montare ancora per un buon tempo, incorporando molta aria , che fungerà da lievito. Imburrare e infarinare una  teglia  di circa 20x30 e versarci il composto ottenuto, e senza batterlo per livellarlo ( lo farà da solo ) previa rottura delle bolle d’aria in esso , metterlo in forno caldo a 180° per circa 40 minuti. Ripetere le stesse operazioni per il secvondo pan di spagna
 Per la bagna:
 Far  bollire e ridurre l’acqua con lo zucchero e le buccette di limone , e una volta freddo unire il liquore Strega .
 Per  la farcia :
 Passare le ricotte al setaccio e unendogli lo zucchero a velo amalgamarle per bene. Aggiungere il liquore Strega e il concentrato di vaniglia e mescolare ancora , quindi unire i canditi e le gocce di cioccolato.
Preparazione sagomatura libro:
Con un coltello dare sagomatura ai pan di spagna  formando un libro aperto, tagilare ogni pan di spagna in due e bagnare ogni parte con abbondante bagna allo Strega; farcire con il composto di ricotta e richiudere unendo le due parti di libro. Montare la panna e spalmarla sul libro ottenuto livellandone le imperfezioni del taglio e lasciarlo in frigo a rassodare.
Finitura:

 Con una spatolina dentata rigare il perimetro del libro , questo darà risalto al’impaginazione in opera terminata. Ricoprire tutta la superficie spalmata  precedentemente di panna con le due ostie più grandi sagmando il tutto, compreso la volta della piegatura rigata con la spatola. Inumidendosi l’ostia  aderirà alla superficie creando grinze e bolle , quindi lasciarla asciugare un poc . Spalmare in velo sottilissimo la panna sulla prima ostia e aggiungere altri due fogli di ostia,ricavando cosi le prime pagine del libro arricciandone angoli e laterali . Ripetere l’operazione con le altre due ostie sempre incollandole con il velo di panna. Con un tampone battere sulle ostie i laterali con la polvere di oro e con i coloranti miscelati , antichizzando le pagine. Sempre con un velo di panna incollare le ostie finali decorate e antichizzarle allo stesso modo nei laterali , e per antiichizzare ulteriormente tamponare anche con polvere di cacao, l’effetto finale sarà una pergamenatura .  Stendere e allungare  un cordone  fatto di  pasta di zucchero nero e creare il bordo della copertina , e inciderlo a piacere, mentre con  della pasta di zucchero rossa creare il segnalibro. Decorare con un piccolo cappellino e una pergamena di laurea sempre fatti con pasta di zucchero









martedì 17 febbraio 2015

Nodini di Carnevale


Nodini di Carnevale


Ultimo giorno di Carnevale: richiami giocosi e dolci di un passato spensierato, fatto di clima invernale e calore di scherzi e mascherate tra risate e coriandoli. Il tempo passa, inafferrbile, o siamo noi che passiamo, caduchi mortali? Ecco allora il segreto in cucina per far sì che la percezione del tempo sia ferma in fotogrammi di immutati istanti, immobili.

500 g di farina
100 g di zucchero
100 g di olio di girasole ( burro)
1 bustina lievito per dolci
2 tuorli
160 g latte
Mix fatto con la buccia grattugiata di 1 arancio 1 limone 1 mandarino, misto ad un cucchiaino di Liquore strega

Setacciare la farina mista al lievito e mischiarla con i tuorli lo zucchero, unire l’olio  0 il burro ammorbidito, un pizzico di sale e il mix aromatico; quindi impastare il tutto con il latte appena appena tiepido-Stendere in uno spessore di ½ cm e da esso ricavarne delle strisce lunghe 15 cm per 1 di larghezza e intrecciarle a nodi Portare l’olio a temperatura controllandola  con un pezzetto di pasta prima di immergere i nodini. Una volta fatti dorare scolari su carta assorbente e spolverarli di zucchero a velo o semolato






domenica 14 dicembre 2014

Rugelach

 Rugelach

Dolci di pasticceria Ebraica racchiudono negli impasti formaggi molli  e ripieni fatti principalmente di frutta secca, la loro forma assomiglia ai nostri cornetti e brioche con una meno elegante configurazione al’occhio, che  allo stesso tempo produce una irrefrenabile voglia di assaporarli.

200 g di farina
 75 g di panna acida home made
75 g di formaggio quark o simil philadelpia home made
150 g di burro tedesco
1 cucchiaino abbondante di zucchero di canna
1 cucchiaino di vaniglia
1 pizzico di sale
Alcune gocce di liquore Strega


Innanzitutto preparare la panna acida usando un mezzo  vasetto di  corposo yogurt bianco e 125 ml di una freschissima panna mescolare bene e aggiungere il succo di un mezzo limone passato al setaccio. Lasciare maturare gli enzimi per tutta la notte. Periodo stesso che serve anche a preparare un ottimo formaggio quark o  simile philadelpia, in questo caso basta mettere in canovaccio pulito un vasetto da 250 g di yogurt bianco non zuccherato e una punta di cucchiaino di sale , giusto una punta però. Racchiudere a fagottino il canovaccio e lasciarlo appeso a far colare il siero che il sale divide dalla massa dello yogurt. Effettuate queste operazioni, rimestare  a pomata il burro con lo zucchero ed unirlo alla farina con il dosaggio indicato di formaggio ottenuto e la  panna acida. Aggiungere il sale e la vaniglia, quindi lavorare senza scaldare troppo l’impasto di questa finta frolla e farne un panetto liscio e compatto. Avvolgerlo in pellicola alimentare e lasciarlo in frigo per tutta la notte. Al mattino dopo stendere l’impasto in sfoglia di alcuni millimetri e farne  circa  dischi da 28 cm da cui, ripartendoli in spicchi,  ricavare dalle 8 alle 16 sezioni. Io ho optato per porzioni di 8 spicchi. Semplicemente ricoprendo la superficie dei dischi restando entro 1 cm dal bordo, ho farcito metà di essi con confettura di lamponi e pezzetti di amarene sciroppate spolverizzando di granella di mandorle. Mentre l’altra metà dei dischi li ho farciti con la classica nutella un goccio di immancabile liquore strega e granella di nocciole. Avvolgere su se stessi gli spicchi ottenuti partendo sempre dalla parte più larga e farne dei piccoli cornetti, lasciarli riposare per mezza giornata al fresco del frigo. Preparare un amalgama di uovo panna e vaniglia e una volta sistemati i cornetti sulla placca da forno spennellarli. Cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti


















domenica 23 novembre 2014

Sorpresa dal regno di Poseidone




Sorpresa dal regno di Poseidone

Con semplici ingredienti e una facile preparazione ecco un piatto ricco di gusto e piaceri. Mare e terra uniti in uno scambio di aromi. Il sapore ricco e armonioso del mare e quello povero e forte della terra, con ingredienti figli della fatica dell’uomo, sempre proteso a procurarsi il meglio per il suo sostentamento e al tempo stesso, perchè no, per il suo piacere. Un piatto non usuale, che potrebbe sorprendentemente conquistare le nostre tavole del Natale.


Ingredienti per 4 persone
-          Per il risotto:
200 g di riso carnaroli
1  Bustina  di zafferano
1 midollo di bue
Liquirizia pura “Amarelli” di Rossano Calabro
1 cipolla
1½  litro di brodo vegetale
Una noce di burro
Parmigiano
Sale
Pepe
Prezzemolo
-          Per i calamari
4 calamari
Uno/ due  cucchiai d'olio di oliva
una cipolla
uno spicchio di aglio
1/2 bicchiere di vino bianco
100 g di pomodorini datterini
1/2 bustina di zafferano
-          Per la crema di lenticchie
200 g di lenticchie
 2 cucchiai di panna da fresca
sale e pepe
-          Per la decorazione
8 foglioline  di alloro
½ cucchiaio di sugna

Procedimento

Mettere la noce di burro in una padella, e rosolare in esso la cipolla tritata finemente. Unire il midollo precedentemente fatto sciogliere in poco brodo. Versare il riso e tostarlo. Unire altro brodo e cuocere unendo i pistilli di zafferano. Una Volta terminata la cottura ( che sia al dente)spegnere e mantecare il risotto con  burro e parmigiano lasciando coperta la pentola per alcuni minuti.  Aromatizzare con  una spolverata di liquirizia e una buona dose di prezzemolo  tritato. Pulire sotto acqua corrente  i calamari e, tirando dai tentacoli, eviscerare il mollusco . Quindi rivoltarlo come se fosse un calzino ed eliminare le rimanenti membra e  l’osso cartilagineo tirandolo delicatamente . Sciacquare bene e  eliminare tutti i residui. Rivoltare ancora la sacca ed eliminare la pellicina esterna. Dalla rimanente parte,  dove sono i tentacoli, praticare un taglio netto sotto l’altezza degli occhi,  quindi eliminarli senza romperli. Rimuovere inoltre dal centro  dei tentacoli il “becco corneo”; sciacquare e asciugare bene. Lasciato a intiepidire,riempire con il risotto le  sacche dei calamari chiudendole perfettamente  con stecchini di legno. In pentola  mettere uno cucchiaio di olio e far dorare la cipolla tritata finemente con lo spicchio di aglio, quindi rosolare  leggermente i calamari e i tentacoli, smuovendoli spesso per una decina di minuti. Sfumare con il vino bianco  lasciando che evapori. Unire le lenticchie ( per velocizzare sono ottime quelle già in barattolo) lessate precedentemente  con aromi a piacere ed unire i datterini ,salare e pepare il tutto  facendo cuocere per altri 10 /15 minuti.  In un pentolino preparare la decorazione lasciando scioglire la sugna e friggendo facendo solo colorare le foglioline di alloro. Dalle lenticchie cotte con il calamaro prelevarne una quantità tale a servire i 4 commensali e frullarli con la panna e unendo un pizzico di noce moscata. Per comporre il piatto mettere alla base  un cucchiaio generoso di crema di lenticchie miste a lenticchie intere,  su quale appoggiare due  o più fette di calamaro ripieno per ogni commensale,  e decorare con le foglioline di alloro e un datterino.










questa ricetta è per: Cucina per Chef  Pierngelini


lunedì 13 ottobre 2014

Casatella Terracinese

Casatella Terracinese

Grazie a Fabietto Sepe, amico e   proprietario  del blog http://blog.giallozafferano.it/pastafantasiae/casatella-terracinese-ricetta-dolce/ , mi sono adoperato a seguire passo passo la sua ricetta per questo dolce coccoloso , goloso e profumato inserendo solamente due piccole varianti negli ingredienti.


Ingredienti per la frolla:
2 uova,
100 g di zucchero,
50 g di burro,
250 g di farina,
1 bustina di vanillina. ( variante personale con Vaniglia concentranta  Villa Vaniglia)

Ingredienti per il ripieno:

1/2 kg di ricotta
4 uova
250 g di zucchero.
3/4 di cucchiaio di caffè in polvere,
1/2 bicchiere da caffè di sambuca o rhum, ( Variate personale con liquore Strega)
1/2 cucchiaio di cannella,
1/2 caffettiera da 3 di Caffè liquido,
1 cucchiaio di cacao.



Preparare la frolla lavorando gli ingredienti tutti assieme in una ciotola. Sbriciolare la farina con il burro e aggiungere poi le uova e la vanillina. Continuare a lavorare, dare la forma di una palla e mettere a riposare l’impasto per mezz’ora in frigorifero. Nel frattempo preparare il ripieno: lavorare le uova e lo zucchero fino ad ottenere un composto ben spumoso. Aggiungere tutti gli altri ingredienti e continuare ad amalgamare il tutto per un paio di minuti.
Imburrare uno stampo da 24 cm. e foderarlo con la frolla leggermente stesa. Versare al suo interno il composto di ricotta, caffè e cacao e ricoprire con delle strisce di frolla. Infornare a 160 gradi fino a doratura (40/50 min.).






giovedì 9 ottobre 2014

Pennucce al brasato di castagne

Pennucce al brasato di castagne

Il brasato è una lenta preparazione, le castagne sono nel massimo splendore,il vino vecchio pian piano va rimpiazzato dal nuovo  e  l'occasione di un'ottima pasta  ecco che io vi presento questa ricetta che raccoglie tutte  queste  cose in uno splendido e saporito piatto autunnale!!

400 g di Pennucce Benedetto Cavalieri  
100 g di pane raffermo

100 g di castagne lesse
3 bicchieri di vino Aglianico
200 g di fave
1/2 cipolla bianca
1 grossa carota
1 costa di sedano
1 uovo
prezzemolo
sale
pepe
olio di oliva 
http://www.oleificimataluni.com/oliodante/prodotto.php?id=4






Lessare e pulire dalle pellicine le castagne e unirle in un mixer con mollica di pane raffermo, impastare il tutto amalgamandoli  con l'aiuto di  un uovo sale prezzemolo e pepe, e farne delle polpettine. Tenerle da parte. fare un trito sottile con la cipolla il sedano e la carota e metterli in una casseruola da forno con 2 cucchiai di olio , salare e pepare quindi lasciarli in forno per 10 minuti. trascorso questo tempo unire le polpette di castagna le fave e il vino e far cuocere lentamente a 150°, per circa 30 minuti. Cuocere in abbondante acqua salata le pennuce appena pronte saltarle nella casseruola con il brasato, lasciarle insaporire e servire caldissime in tavola.






 "Con questa ricetta partecipo al contest “Fantasia di Castagne” del blog  Quinto Senso Gusto

sabato 10 maggio 2014

Tiella riso Patate e cozze

Tiella riso Patate e cozze

Tipica ricetta della cultura gastronomica Pugliese e Barese in 

particolare,un piatto unico, di spessore e di grande sapore. 


500 gr. di cozze 
250 g di riso 
http://serratalunga.it/carnaroli.html
1  grappolo di pomodori rossi
3 gr di patate ( circa 500 g )
150 g di pecorino grattugiato 
1 grossa  cipolla 
1 bel mazzetto di prezzemolo 
2 spicchi di aglio
 Olio extravergine di oliva qb 
http://www.oleificimataluni.com/oliodante/
Acqua di cottura delle cozze e altra acqua 
sale e pepe
Pulire bene le cozze spazzolandole e raschiandole e metterle  in una pentola  con un coperchio fino a che siano tutte schiuse. Una volta aperte  filtrate il  loro liquido di cottura  che servirà per la cottura della ricetta  e  aprire il resto in modo da lasciare attaccata la valva dentro la conchiglia. Lavare i  pomodori e eliminando i semini   tagliarli a pezzi,. Lavare e pelate le patate per poi  tagliarle  a fette in un centimetro di spessore circa e , lascirle da parte in una ciotola con acqua fredda e poco sale; Pulire dalle  sfoglie esterne le cipolle  e con il prezzemolo e l’aglio tritarli finemente  aggiungendo  1/ 2  cucchiai di olio extravergine. In  una teglia di coccio  con i bordi alti una volta oliato per bene  disporre  sul fondo uno strato di patate  che una volta sgocciolate sono state  miscelate con parte  del trito preparato, spolverare con  del pecorino grattugiato e una parte dei pomodori.  Coprire questo primo strato con le cozze  condite con un poco di sale e pepe coprendo  il tutto con il riso distribuendolo  bene in tutta la superficie. Ripetere la stratificazione  e terminare con una spolverata di pecorino e l'ultimo strato di patate. Coprire fino ad 1 cm sopra allo  strato riso con l'acqua di cottura delle cozze e altra acqua all'occorrenza e lasciarla sul fuoco del  piano cottura per circa 10 minuti e   far cuocere poi in forno a 200° per circa 45 minuti facendone dorare la superficie delle patate , e se questo avvenisse prima, coprire con un foglio di carta forno per evitare che si brucino.




martedì 15 aprile 2014

Pappardelle Golose©Alme

Pappardelle Golose©Alme
Detto fatto, le idee migliori arrivano quando uno non se le aspetta , basta un niente ed eccole che si illuminano . Cosi nasce questo piatto, non un semplice piatto ..ma un goloso piatto. Un piatto delicato con una ottima pasta come quella del  Pasta Panarese Val d'Orcia, sapore   al palato dolce e profumato con  aroma unico di una erba antica, goloso per la cremina del tuorlo che avvolge il tutto, croccante con la tostatura dei semi.


300 g di Pappardelle  Pasta Panarese Val d'Orcia
2 cipolle bianche
1 petto di pollo da 300g e altri ritagli da cosce per un totale di 500g
Un mix di sale e spezie
Intestini  di maiale pulitissimi
Mix di semi ,pinoli sesamo , girasole
Olio evo
http://www.oleificimataluni.com/oliodante/
Foglioline di Pulieio
3 uova
Aqcua e aceto
Sale
Fiori di borragine


Tagliare a pezzotti il petto di pollo eliminadogli la cartilaggine e l’ossicino a forma di y e passarlo nelle trafile di una macchinetta , io nel caso ho usato quelle che ha in dotazione la mia planetaria. Tritare il più fine possibile, mescolare l’impasto ottenuto con il mix di spezie  e tramite il beccuccio lungo riempire gli intestini bucando di tanto in tanto per non farlo  rompere, legare le salsiccette ogni 5 cm circa. Lasciare asciugare. Portare a bollore abbondante acqua . In una padella capiente far soffriggere in uno specchio di olio  le cipolle tagliate a fettine sottili e unire le salsiccette di pollo; sfumare con un poco di vino bianco e aggiungere 1 bicchiere di acqua e portare a cottura . Appena cotte tritarne alcune con un coltello .  Salare l’acqua, versare le pappardelle e far cuocere la pasta.  Tostare leggermente i semi in un padellino. Prendere dell’acqua dalla cottura della pasta e versarla in un pentolino alto  e aggiungerci dell’aceto, rompere un uovo alla volta e versarlo in una ciotolina. Con il manico di una cucchiarella prticare un vortice nell’acqua e versare delicatamente l’uovo, il vortice prodotto farà in modo che l’albume si rassoderà uniformente intorno al tuorlo. Scolare le pappardelle e condirle con il trito delle salsiccette e il sugo di cottura e le foglioline di Pulieio. Ora impiattare mettendo un nido di pappardelle al centro di un piatto attorniato da alcune salsiccette intere; mettere l’uovo in camicia sulal sommità del nido e cospargere con i semi tostati, aggiungere a decorazione alcuni fiori di borraggine e altre fogliline di Pulieio!!





sabato 12 aprile 2014

Tarallini al Passito di Piedirosso e semi di finocchietto

Tarallini al Passito di Piedirosso e semi di finocchietto

Un fantastico vino , un spezia profumata e una favolos farina...cosa chiedere di più! 

1 kg di Farina  Einkorn  Molino Grossi
Einkorn: miscela di farina integrale di farro monococco biologico e farina tipo 1 di grano tenero biologico. Il farro piccolo o monococco fu tra i primi cereali coltivati dall’uomo, nelle zone più orientali del Mediterraneo. Lo fu sino al 3.000 a.C., quando fu pian piano sostituito da farro dicocco e farro spelta, in grado di garantire raccolti più abbondanti. Nato in area caucasica, possiede un alto contenuto in carotenoidi che uniti alla ricchezza di sali minerali della farina di tipo 1, garantisce particolari aspetti nutrizionali e antiossidanti.
250 ml Olio: extravergine di oliva
http://www.oleificimataluni.com/oliodante/
1 bicchiere da 250 ml di passito di Piedirosso (Aglianico Beneventano)
25 g di sale
2 cucchiai di semi di finocchietto


In una capiente ciotola versare la farina aggiungendo l’olio e il sale e iniziare ad impastare grossolanamente; continuando ad impastare aggiungere il passito e i semi di finocchietto. Mettere il panetto sulla spianatolia e lavorarlo sino ad ottenere un composto liscio e elastico e avvolgerlo in un foglio di pellicola lascindolo riposare per 1 h. Pesare l’impasto ottenuto e dividerlo in tante palline del peso di circa 10 g l’una, da cui poi ricavare dei cilindretti lunghi più o meno 8 cm per un diametro di circa 1-1 e mezzo. Richiudere i cilindretti a cerchio schiacciando bene le estremità dando loro la classica forma a tarallini e riporli su un canovacio appena appena infarinato.Portare a bollore in una pentola abbondante acqua e immergerci i tarallini, una decina per volta, e una volta risaliti a galla scolarli e posarli su un canovaccio per pochi minuti ,giusto il tempo di far gocciolare l’acqua in eccesso e poi sistemarli su una teglia con carta forno. Preriscaldare il forno a  250°, e cuocere i tarallini per circa 20/25 minuti , fino a quando la superficie si sia dorata, quindi estrarli e lasciarli raffreddare per poi assaporarne la bontà, ricordandodosi che sono come le ciliege ...uno tira l’altro!!