La cucina dello Stregone

martedì 28 gennaio 2014

Pastiera destrutturata secondo ®Alme

Pastiera destrutturata secondo ®Alme

Destrutturazione... è l'azione che permette di modificare in operazione la rottura della struttura classica del concetto di un dolce universale. Nasce cosi una pastiera destrutturata che in un colpo solo forma un trio di specialità con cialda di frolla a mò di cannolo , ripieno in forma di babà e canditi home allo stato puro

Per la farcia
125 gr di grano già cotto
170 ml di latte 
1  cucchiaino di strutto 
2 cucchiaini di zucchero e un pizzico di sale
150 gr di ricotta
120 gr di zucchero
2uova + 1 tuorlo
10 gr di acqua di fior d'arancio
cedro, zucca e altri canditi  misti (tagliati a tocchetti piccoli)
 
                                                                      per la frolla
250 gr di farina, 
1 uovo, 
100 gr di zucchero, 
100 gr di strutto, 
½  bicchierino di liquore strega
Per i Canditi
Limoni biologici
Zuchero
Acqua
Tagliare dopo averli sciacquati e asciugati i limoni a spicchi, ottenendo da ogni mezzo limone 4 spicchi, spremerli e metterli in casseruola coprendoli del tutto con acqua. Bollire il tutto per una decina di minuti, quindi scolare e ripetere la stessa operazione per altre 3 volte ,in questo modo si elimina l’amaro dell’albedo , ossia la parte bianca e spugnosa tra gli spicchi e la buccia. Dopo aver fatto queste operazioni scolare e far raffreddare, pesare le bucce e unire il doppio del peso delle stesse sia di zucchero che di acqua. Portare a bollore e lasciare cuocere per 15 minuti, quindi coprire e far riposare per 1 giorno. Ogni sera per 4 giorni ripetere le stesse operazioni, quindi scolare i canditi e passarli nello zucchero  sistemarli su una griglia e lasciarli asciugare per bene , una volta realizzata l’asciugatura conservare in barattoli ermetici.
In anticipo ( anche la sera prima) preparare la l’impasto per la frolla  amalgamando gli ingredienti in una frolla non troppo lavorata e lasciarla riposare .A fuoco lento,cuocere il grano con il latte, lo strutto e il cucchiaio di zucchero, fino a che il composto non diventi  cremoso,lasciarlo raffreddare.  Nel frattempo mettere la ricotta in una ciotola, passarla al setaccio con lo zucchero.  Aggiungere quindi  tuorli, la scorza grattugiata dei limoni, l'acqua di fiori di arancio e i canditi, ora  unire la crema di grano e mescolare ancora. Imburrare degli  stampi di babà mignon con la sugna e infarinarli eliminandone l’eccesso, versare  il ripieno, riempiendoli non oltre i 2/3 degli stesse. Accendere il  forno,nella parte bassa e cucocere a 170° gradi per circa 40 minuti  e far raffreddare.Stendere  la pasta frolla  in  uno spessore di ½ cm circa  e a quadrotti di circa 6x6cm e foderare gli stampini cilindtrici per i cannoli . Cuocere anche i cannoli di sfoglia per circa 10 minuti  180° . Servire il dessert impiattando il cannolo di frolla spolverato di zucchero a velo, con al centro il “ babà” di pastiera e una bella scorza candita di limone arricchendo il piatto con originalità e fantasia



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giovedì 23 gennaio 2014

Insalata di arancia e finocchi

Insalata di arancia e finocchi


Una insalatina tutta vitamina:  Il finocchio è un ortaggio privo di amido e lipidi, quindi a basso contenuto calorico; è ricco di acqua, quindi ottimo diuretico e digestivo; contiene inoltre potassio, vitamina C, acido folico, magnesio, calcio e fosforo. Le arance ,drenanti, depurative e antinfiammatorie,Solo 40 kcal per 100 g, ricche di fruttosio e sali minerali e di vitamine (a cominciare dalla C, ma anche del gruppo B e P), molti acidi organici (tra i quali l'acido citrico) e fibre.

2 Arance di Ribera DOP
1 finocchio 
alcuni pistacchi alcune foglie di sedanoolio extravergine di oliva
aceto di vino
pepe nero 
olio evo http://www.oleificimataluni.com/oliodante/
sale
:
Lavare i finocchi e  tagliarli i in quarti e poi affettarlili a julienne, . Pelate le arance a vivo eliminando la parte bianca della buccia e tagliarle a spessi spicchi. Mettete le arance e i finocchi in una ciotla da insalata , e condirle con  una vinagrette densa  fatta con olio, sale e pepe nero macinato fresco, aggiunrere i pistacchi e Unite le olive e servire.



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mercoledì 22 gennaio 2014

ARISTA ALL’ARANCIA

ARISTA ALL’ARANCIA

Che sia una occasione importante, una cena tra amici o puro piacere questa ricetta agrodolce è sempre un piatto ben accetto e stuzzicante.

1,5kg.di arista di maiale 1 kg di cipolle tagliate sottili, 1 litri di brodo  di carne, 1 bicchiere di vino bianco, timo in polvere,6 cucchiai di olio e.v.o,sale nero di Cipro ,peperoncino,  2 kg di arance.

Per preparare un buon brodo di carne lasciare in acqua fredda con sale un mezzo chilo di scamone e farlo spurgare , pulire e fiammeggiare pezzi di gallina e metterli in pentola un trito di cipolla sedano e carota, farli rosolare e unire circa 2 l di acqua e cuocere per circa 2 ore schiumando la superficie all’occasione. Legare con uno spago l’arista e massaggiarla con un leggero misto di timo pepe e rosmarino e olio, lasciarla in frigo per 2/3 ore a “marinare”. Porre l’olio in una casseruola (atta a contenere l’arista sino ad esserne coperta dai liquidi) e rosolare la cipolla affettata a rondelle e l’arista, sfumarla con il vino e quindi aggiungere il sale e peperoncino a piacere.  Grattugiare la buccia di 2 arance e unirla al succo di spremuto di  altre ,lasciando un bicchiere di succo per la siringatura e un  un paio  di arance da parte per la decorazione ; ricoprire la carne cuocendo a fuoco basso. Aggiungere il brodo a mestolate piccole durante tutta la cottura. Cottura che dopo la rosolatura sarà fatta in forno caldo a 180° per circa 1 ora, avendo cura di siringare con succo del succo di arancio messo da parte con un filo di olio l’arista . Una volta pronta togliere l’arista dalla casseruola e sistemarla inun vassoio e lasciarla raffredare coprendola bene con della carta di alluminio, operazione indispensabile per una buona affettatura e per non farne asciugare i suoi succhi.  Per servirla dopo averla affettata usare il suo fondo nel seguente modo: mettere in padella una noce di burro e farne un roux con poca fecola stemperando il tutto con il fondo di cottura e farne una cremosa salsina . Alternare fette di arista e fette di arance e servire con la salsina addensata e calda  con un buon bicchiere di Nobile di Montepulciano e .....buon appetito!
            






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martedì 21 gennaio 2014

Crepe Suzette



Crepe Suzette


Le crepe Suzette nascono per caso per mano di un giovane apprendista, tale henry Carpentier, che nel prepararle per il principe di Galles Edoardo Vlll , si narra che accidentalmente fece cadere del liquore sulle crepe in padella che a contatto col fuoco si infiammo. Dall’assaggio di allora ad oggi la Suzette è diventata l’emblema ella cucina Francese. Il nome Suzette pare sia il nome della figlia di un amico del principe.

250 g di farina
60 cl di latte
1 bicchiere di Grand Marnier
3 uova
120 g di zucchero
Alcune buccette di mezzo limone e di mezza arancia biologici
Il succo di un arancio
60 g di burro
Un pizzico di sale

Lavare e spazzolare la buccia dell’arancio e del limone, quindi farne un sottilissima julienne e lasciarla macerare in una ciotola con 20 g di zucchero e il succo di mezza arancia, fare questo almeno 1 ora prima. In una padella far sciogliere il burro e unirvi la julienne e il succo di arancia lasciarlo cuocere . In una ciotola sbattere le uova intere con il resto dello zucchero e incorporare la farina setacciata e il pizzico di sale, fare un composto senza grumi e diluirlo con il latte. Imburrare un padellino antiaderente e colarvi al’interno la giusta dose per confezionare delle crepe sottili. Nel farle impilarle una sull’altra e tenerle al caldo. A questo punto rimettere la salsa sul fuoco e riportarla a bollore quindi inserire le crepe (max tre alla vota, almeno per la mia padella) e farle inumidire per bene nel condimento senza farle cuocere troppo ma solo farle insaporire per bene, ripiegarle in quattro, quindi versare una parte di Grand Marnier , accostare appena la padella al fuoco e fra flambare il liquore. Servire subito caldissime con una fetta di arancio e decorazione a piacere preparata precedentemente. Mise en place su tovaglio nono colore con orlo di http://www.creativitavola.com/home.asp

Ps sia la salsa che le crepes possono essere conservate. La prima in frigo , le seconde in frezzer i fogli di pellicola trasparente.








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sabato 4 gennaio 2014

La magia nella passione del Natale

La magia nella passione del Natale
Tema: Passione
Si dice che ogni storia abbia origine da un’altra storia: forse è vero... oppure no! Ma io ne ho una che a me sembra davvero buona.
Soffice, il terreno cedeva leggermente sotto la gomma delle suole; qua e là, le ultime foglie intimorite dal freddo crepuscolo di Dicembre si lasciavano gentilmente cadere dai rami e dai cespugli. Nel farmi strada scansando arbusti e rovi, facendo attenzione ai dirupi più scoscesi, sarei potuto arrivare a casa sano e salvo. Era stato bello lo stesso, anche se nel freddo pungente d’inizio inverno, liberare pensieri e spaziare con lo spirito nel silenzio arboreo della natura. La ricerca di “addobbi ecologici” era stata fruttuosa: muschio e legno per il presepe, pungitopo, agrifoglio e vischio per addobbare tavola e la casa, oramai avevano riempito la cesta. Quasi per istinto, disperdevo lo sguardo verso l’orizzonte e sempre più flebile era la luce del giorno, il sole si adagiava assonnato nell’ombroso letto della notte. Così a quel modo, disorientato e sperduto in uno squarcio da sogno, alla soglia del bosco, inciampai. Riprendendo l’equilibrio dopo pochi attimi (ed evitando un capitombolo), finalmente con i piedi ben piantati nel terreno guardai in basso e notai l’ostacolo che si era frapposto lungo il mio incedere. Aveva una forma netta e definita, non era certo terriccio su radice o pietra... chinandomi e toccandolo avvertii una sensazione strana. Si trattava di un oggetto dissepolto, forse dal vento e dalla pioggia. Scavando un po’ con le dita mi apparve un cofanetto sporco di terra. Non ci pensai su due volte e col buio che incombeva lo gettai nel cestino tra il muschio e il resto, quindi mi incamminai per casa. Nel tragitto che ancora mi restava, idee e ipotesi sul contenuto affollavano la mente, e con queste nella testa mi ritrovai a casa ancora fantasticando; quasi senza salutare, sotto lo sguardo perplesso di mia moglie, posai la cesta e mi involai verso la cassetta degli attrezzi. Forte era l’intento di scoprire il contenuto, e una volta ripulito alla buona dal terriccio, fu bello vedere la sua forma di ottima fattura, con intagli e intarsi di vario tipo. Tuttavia, che disdetta!, a nulla poterono cacciaviti e tenaglie: sembrava quasi che una magia non volesse che lo aprissi. La stancante giornata che mi lasciavo alle spalle mi convinse in quel momento a desistere, quindi cenai e andai a letto dando l’ultimo sguardo di sfida al cofanetto posto sul tavolo.
La notte si dissolse in fretta. Era scoraggiante mettere i piedi fuori dal tepore soffice del risveglio, ma il dovere mi chiamava: un bel caffè caldo, stava per cominciare una domenica di festa. A malincuore, abbandonai cuscini e coperte. Un freddo ma limpido sole filtrava tra le tapparelle e illuminava furtivamente la cucina. Le parti metalliche del cofanetto riflettevano i raggi nei miei occhi... ma... osservando meglio con stupore... mi accorsi che era aperto inspiegabilmente! Mi ci avventai sopra, dimentico del caffè e dei miei progetti per la giornata, e lo aprii in un misto di scaglie, polvere tarlata di legno e limatura di ruggine. Ecco che, racchiuso in un telo grezzo e logoro era contenuto quello che presumibilmente doveva essere un antico panetto di pasta madre, poiché tra la trama di tessuto si scorgeva una pallina pietrificata. E un testo l’accompagnava, su un foglio ingiallito in lingua antica. Come un bambino meravigliato alla mattina di Natale davanti al suo regalo, mi sedetti al tavolo e mi immersi nella lettura di questo inaspettato tesoro; tutto sommato, oltre gli addobbi avevo trovato qualcosa di molto più interessante e gustoso... Nella quiete silenziosa della domenica mattina, come ispirate dalla lettura, le mie mani si misero in moto, quasi senza rendermene conto, e per una sorta di magia dei lievitati apparvero sulla tavola mezza imbandita, tra bacche di pungitopo e rami di agrifoglio, decorandola di una nuova festa... Un sortilegio? O lo spirito del Natale? Chissà...
Ti è piaciuto il racconto di Almerindo?
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http://natalechestoria.camst.it/racconto/167
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Lasagna di Carasau con cotechino e besciamella alle lenticchie

Lasagna di Carasau con cotechino e besciamella alle lenticchie
Dio salvi le feste e le tradizioni

6 dischi di pane Carsau
Per il brodo e il cotechino: 1 cotechino, 1 litro di acqua , mix di erbe aromatiche ( sedano alloro rosmarino origano fresco e rametto di mirto con bacche), 1 cipolla , 1 carota, semi di finocchietto,sale e pepe
Perle lenticchie: 350 g di lenticchie.http://www.pedina.it/conosci-pedon1 spicchio di aglio , 1 carota, 1/2  cipolla,  2 coste coste di sedano,1 bicchierino di spumante,.sale, pepe
Per la bescimella: 1 litro di latte, una noce grossa di  di burro, 2 cucchii di farina ,una grattugiata di noce moscata 1 cucchiaio di prezzemolo trito
Parmigiano grattugiato
Per decorazione sfilacci di sedano al ghiaccio e bacche di mirto

Preparare un buon  brodo facendo cuocere il cotechino in acqua aromatizzata con il mix di erbe e ortaggi  salandola e pepandola  a piacare. Dopo aver sciacquato e lessate le lenticchie.   Fare un soffritto con aglio carota cipolla e sedano  e sfumarlo con lo spumante e unire le lenticchie salandole e pepandole. Sciogliere il burro e fre un roux con la lafrona che va stemperata con il latte e aromatizzata con prezzemolo e noce moscata oltre ad essere salata e pepata anche questa a piacere. Unire alla besciamella una metà parte delle lenticchie cotte  e passarle al mixer per amalgamare i sapori Una volta cotto il cotechino filtrare il suo brodo in cui vanno leggermente inumiditi i dischi di Carasau, e affettarlo. Disporre in una tortiera atta a contenere il pane Carasau, una mestolata di bescimella alle lenticchie e disporci su , un disco di Caraasau inumidito nel  brodo , cospargerlo di lentichhie e di fette di cotechino  aggiungedo ad ogni fliare un mestolo di besciamella e del parmigiano grattugiato, ricoprire con altro strato di Carasau ripetendo la stessa farcia ad ogni strato. Terminare con l’ultimo disco di Carasau cospargendolo di besciamella , parmigiano e eventiali pezzetti avanzati di cotechino. Infornare per circa 20 minuti facendo grigliare la superficie, lasciare il forno aperto per 10 minuti per far asciugare e rassodare il tutto e servire decorando il piatto con sfilacci di sedano arricciarti in ghiaccio e acqua e bacche di mirto. Abbinare al piatto anche un buon bicchiere di Lambrusco..giusto a non farci mancare nulla!






















chefalme ALME alle sabato, gennaio 04, 2014 Nessun commento:
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venerdì 29 novembre 2013

Stelle di Krapfen con strega alla Nutella

Stelle di Krapfen  con strega alla Nutella

1 kg di  farina 00 
200 g di acqua
55g di  lievito di birra
300g di zucchero
150 g di burro
1cucchiaio di liquore Strega
3 tuorli e 4 uova intere
1 pizzico di sale
olio di arachide http://www.oleificimataluni.com/oliodante/prodotto.php?id=1
1 barattolino di Nutella
zucchero a velo qb
una bacinella con acqua tiepida a 25°

Fare la biga, impastando un quarto di  farina con il lievito di birra sciolto in 125 ml di  acqua tiepida a 24/25°. Impastare il tutto omogeneamente e formare una palla che va posta nella bacinella con l’acqua tiepida e quando risalirà a galla sarà segno della perfetta lievitazione . Aggiungere il resto degli ingredienti e lavorare l’impasto facendone una pasta bella liscia , coprire con  pellicola e lasciarlo riposare  per 1 ora in frigo nella parte bassa dello stesso. Trascorso questo tempo stendere l’impasto in uno spessore di circa 1 cm e con una formina ricavarne stelle di circa 6 cm di larghezza. Stendere su una stella un cucchiaino abbondante di Nutela e sovrapporci un altra stella, continuare cosi fino a esaurire le stelle ricavate e coprire, lasciandole lievitare ancora con della pellicola. Scaldare l’olio a fiamma bassa senza mai farlo diventare bollente , friggere le stelle che saranno pronte quando saliranno agalla, girarle per dare colore alla faccia opposta. Mettre le stelle su carta assorbente da cucina e spolverizzarle con zucchero a velo.




chefalme ALME alle venerdì, novembre 29, 2013 1 commento:
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venerdì 8 novembre 2013

Zeppolelle e pasta crisciuta alghe e purp’ Zeppoline di pasta lievitata tentacoli di polipo e alga


Zeppolelle e pasta crisciuta alghe e purp’
Zeppoline di pasta lievitata tentacoli di polipo e alga

Mi chiamo Almerindo , un nome che è tutto un dire; nel senso che tra strafalcioni e altro viene spesso storpiato, da qui nasce  il nikname Alme, breve ed essenziale .  Sin da piccolo tra matite e libri, forchette e orti è nata forte la passione per i fornelli, sopita per “ardori” giovanili e poi riscopertaabbinando ai piatti sentori di arte e profumi di campagna e boschi; cosi con  Alme e la sua passione ne nasce un altro nick  : Stregone, e da cui  per  la passione per il cibo  per la cucina ne è nacque nel 2009 un modesto diario “la cucina dello Stregone”. In questo diario non esiste una argomentazione  culinaria precisoa, ma una passione che abbraccia a 360° l’amore per il buon cibo , la tradizione e l’innovazione ; qui da buon autodidatta Stregone  mi diverto a pasticciare tra alambicchi , crogioli, pentoloni e ammuffiti cappelloni, reinventando primi, dolci , liquori pane e tanto altro! La ricetta che propongo è una delle più semplici , una di quelle che ci si innamora, perchè è un fritto,  uno dei sapori più gustosi e saporiti della cucina; ci si innamora perchè è un cibo prettamente di strada, fatto ad arte per essere mangiato in qualsiasi ora e posto...è puro sfizio,non piatto da chef stellato : zeppolelle e  pasta crisciuta”, ossia impasto semplicissimo di farina acqua sale e lievito , sfizio tutto Partenopeo..quando poi inconta il mare...non ci sono parole!

Ingredienti
200g di alghe freschissime, 400g di tentacoli di polipo,1 kg di farina,1 cubetto di lievito di birra, sale e pepe,acqua tiepida qb, olio per friggere.
Procedimento:
In una pentola con  poca acqua, vino bianco, carota sedano e  pepe in grani immergerei i tentacoli puliti e lavati. Mettere sul fuoco e cuocere a fuoco lento fino a quando i tentacoli più grossi cedono alla puntura della forchetta , qundi farli raffreddare nella stessa . Tagliarli a dadini Lavare con cura le alghe e farle asciugare quindi spezzarle con le mani in piccole strisce. In una ciotola capiente versare la farina e impastarla con il lievito di birra che avremmo fatto sciogliere in acqua tiepida, un pizzico di sale e pepe. Unire le alghe spezzettate e i tentacoli a dadini,mischiarli all’impasto che metteremo coperto da uno strofinaccio a lievitare per una oretta in un posto caldo. Portare a temperatura l’olio.  Versare con l’aiuto di due cucchiai piccole parti di impasto(tipo quenelles) e farle dorare rigirandole su se stesse, farle asciugare dall’olio in eccesso su carta da cucina e metterle in un piatto da portata cospargendole di sale ( a me piace anche mischiare il sale con lo zenzero in polvere) servire calde con un buon bicchiere di vino bianco.








 Questa ricetta partecipa al contest di
http://nuvoledifarina.blogspot.it/2013/11/nuovo-contest-i-love-me-my-blog-and-food.html

chefalme ALME alle venerdì, novembre 08, 2013 1 commento:
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mercoledì 6 novembre 2013

Pappardelle al sapore di bosco

Pappardelle al sapore di bosco

L'autunno prendendo il posto della rovente estate, ci regala un quadro inimitabile di colori caldi che nessun pittore mai potrà riprodurre. I sotto boschi si tingono di coloratissime sfumature che vanno dal rosso al  giallo e all'arancione misti al poco verde rimasto delle foglie..uno spettacolo. Tra le foglie incastonati nel terreno piccoli e saporiti "elfi" spugnosi  spuntano dal terreno, facendo capolino con i loro cappelli colorati.Tra tanti eccone uno, definito dai romani "cibo degli Dei", è il fungo amanita cesarea, comunemente chiamata ovulo buono; uno di più apprezzati, ottimi in insalata cosi come cotti. Spostandoci leggermente tra le calde foglie del sottobosco ecco turgide e scure castagne rinchiuse a metà tra spinosi ricci, fortezza che separa il piacere dalla raccolta. Ed è cosi che con questi preziosi ingredienti e quello del  mio amato pulijeio e del prezzemolo nasce questa ricetta!!

400 g di farina di grano duro
4 uova
sale
acqua qb

ovuli buono
8 grosse castagne (marroni)
uno spicchio di aglio
olio evo
puliejio( nepitella )
prezzemolo
peperoncino

Impastare la farina con le uova e il sale e al caso aggiungere dell'acqua.  Lessare le castagne .Stendere in sottile sfoglia e ricavarne delle pappardelle. In una padella far soffriggere l'olio con lo spicchio di aglio e il misto di puljieio  e prezzemolo tritato, unire gli ovuli buono puliti , spazzolati e privi di terriccio tagliati a listarelle. Sfumare con poco vino bianco secco e aggiungere spezzettate le castagne lesse, salare e dare un tocco di piccante con del peperoncino. Cuocere le pappardelle in abbondante acqua salata e condirle con il sugo di funghi, a piacere spolverizzare con del parmigiano.





con questa ricetta partecipo a
http://www.antonellacucina.it/2013/10/nuovo-contest-labbuffata-prima-della.html
chefalme ALME alle mercoledì, novembre 06, 2013 1 commento:
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martedì 5 novembre 2013

Ciambella al caffè e nutella con crema allo zafferano


Ciambella al caffè e nutella con crema allo zafferano

La semplicità degli ingredienti accompagnano da sempre la cucina sana e buona , ed è anche in particolari pranzi e cene che un dolce da classica merenda o colazione si veste a festa e fa bella figura nei piatti dei commensali.

Per la ciambella:
250 g di burro ( 100 g di questi  sono burro con cannella cardamomo e  zenzero di http://www.cascinasancassiano.com/products12.html
150 g di latte
100 g di panna fresca
5 uova
250 g di zucchero
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di nutella
2 tazzine di caffè


Per la crema allo zafferano:


70 g di zucchero 
3 tuorli
250 g di latte
20 g burro
50 g di farina
1 seme di cardamomo

Per la decorazione semi di pistacchio


Setacciare la farina con il lievito e lo zucchero, sbattere le uova con la panna e unirla agli ingredienti secchi. Unire il burro fuso e il latte e amalgamare bene con una frusta rendendo l’impasto omogeneo e liscio. Dividere l’impasto in due ciotole e in una di esse amalgamare la nutella e il caffè solubile. Imburrare e infarinare uno stampo per ciambella e dividendolo in sei spicchi alternare porzioni di impasto bianco e impasto con nutella e caffè. Cuocere in forno caldo a 180° per circa 40 minuti, legge di cottura ideale è il classico stecchino, se una volta infilato nella ciambella esce pulito quella è la cottura perfetta altrimenti lasciare ancora per qualche minuto. Far raffreddare leggermente e estrarre la ciambella dallo stampo. Nel frattempo preparare la crema allo zafferano lavorando a schiuma i tuorli con lo zucchero a cui va incorporata la farina setacciata stemperata con il latte a filo, unire "Con questa ricetta partecipo al contest “Fantasia di Caffè” del blog  Quinto Senso Gustoschiacciandolo il seme di cardamomo e far addensare la crema sul fuoco dolce. Farla raffreddare in una ciotola meglio se messa per pochi minuti in freezer ed unire il burro fuso e la bustina di zafferano,mescolare bene e far terminare il raffreddamento. Servire la crema in accompagnamento con fette di ciambella con una grattugiata e semi di pistacchio e volendo servire questo dolce in pranzo e cena accompagnarlo con una ottima marsala o vin santo. 
Questo Piatto è presentato su tessuti e tovagliati CreativiTàvola





http://quintosensogusto.blogspot.it/2013/10/primo-contest-fantasia-di-caffe.html#comment-form
"Con questa ricetta partecipo al contest “Fantasia di Caffè” del blog  Quinto Senso Gusto
chefalme ALME alle martedì, novembre 05, 2013 2 commenti:
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UN AUGURIO PER TUTTI I VISITATORI

Non ti auguro un dono qualsiasi.
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per Amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

Poesia indiana
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